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Il Tribunale di Milano, 16 luglio 2021, condanna Poste Italiane al pagamento di € 25.377,16 relativamente ad un buon fruttifero.
Il caso in questione riguardava, per l’appunto, un buono fruttifero postale di Lire 5.000.000, emesso il 03.08.1987, serie O/Q/P ed incassato nel 2012 per la somma di circa 23.500 euro.
Il Tribunale ritiene di aderire all’orientamento stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione (13979/2007), in base al quale, il vincolo contrattuale, tra emittente e sottoscrittore, si forma sulla base dei dati risultanti dal testo dei buoni.
In base alla suddetta sentenza, si deve considerare una distinzione tra il caso in cui, i tassi vengono modificati successivamente l’emissione del titolo, dal caso in cui, già al momento della sottoscrizione le condizioni economiche erano diverse da quelle prospettate nel Buono.
In pratica, nel caso in cui il Decreto Ministeriale sia stato emesso in data antecedente a quella in cui è stato collocato il titolo, deve ritenersi che si sia ingenerato in capo al risparmiatore un legittimo affidamento sulla legittimità dei tassi di interesse riportati sul retro del Buono postale.
Sintesi dell’articolo: Buoni postali serie “O/Q/P”



