Tribunale di Napoli e contratti bancari, Tribunale di Napoli e usura bancaria, contratto nullo per difetto di forma
Il Tribunale di Napoli, II Sezione Civile, con sentenza n. 10058 del 10 ottobre 2017, ha accolto la domanda da parte del correntista e condannato la banca al pagamento di € 289.952,10 oltre gli interessi legali.
La società correntista aveva sottoscritto due contratti – apertura di credito in conto corrente e conto anticipi fatture – rispettivamente negli anni 1998 e 2003, entrambi poi estinti, il primo con saldo negativo e il secondo con saldo pari a 0.
Il Giudice ha accertato prima di tutto che non è mai stato sottoscritto un contratto valido ai sensi dell’art. 117 tub, ma era stato sottoscritto soltanto un documento di sintesi dalla società correntista (la banca sottoscriveva soltanto lo specimen di firma e solo come “Visto per l’autenticità delle firme”).
“Nel caso in cui il contratto non sia sottoscritto da entrambe le parti, non può ritenersi che sia stato concluso per facta concludentia, ed è nullo. L’art. 127 del tub stabilisce che il giudice può rilevare d’ufficio la nullità del contratto bancario per difetto di forma, nell’interesse del cliente.
In definitiva il documento contrattuale datato 17/09/1998 è nullo per difetto di forma”.
Per lo stesso motivo veniva dichiarato nullo anche il contratto di conto anticipo.
Il Giudice respingeva anche l’eccezione di prescrizione sollevata dalla banca.
SINTESI DELL’ARTICOLO: contratto nullo per difetto di forma



