Corte d’Appello di Milano – contratti bancari – Mutuo – tasso floor – Clausola floor vessatoria – clausola vessatoria – squilibrio giuridico – anatocismo bancario – usura – perizia econometrica – perizia giurimetrica – perizia mutuo – perizia usura – perizia anatocismo
Secondo la Corte d’Appello di Milano, 17 febbraio 2023, sentenza n. 558 ha ribadito la vessatorietà della clausola floor.
Il Tribunale milanese aveva escluso la nullità della clausola, ritenendo che “Trattandosi di prezzo o corrispettivo o remunerazione ai sensi dell’art. 34 Codice del Consumo, esso è sottratto all’analisi della vessatorietà ove sussista la chiarezza e comprensibilità come nel caso di specie (…).
In ogni caso, non appare esservi squilibrio dei diritti ed obblighi in quanto il consumatore ha deciso di assumersi il rischio della variabilità del tasso in base allo stato del mercato pregresso e presente che può conoscere ed ottiene uno spread più basso rispetto agli spread previsti per i tassi fissi.
Per questi motivi, la clausola non risulta vessatoria».
La Corte non condivide tale interpretazione.
“(…) la clausola in questione non integra una prestazione essenziale e caratterizzante del contratto (ben potendo le parti stipulare validamente il negozio senza la previsione di tale clausola) e si connota per l’operatività di “uno squilibrio giuridico e normativo, consentendo ad una sola parte (la Banca) di trarre pieno beneficio dalle variazioni a sé favorevoli dell’indice e di limitare il pregiudizio derivante dalle variazioni a sé sfavorevoli” (così sentenza Corte Appello n. 2836/22 sopra citata)”.

