Corte di Cassazione – contratti bancari – conto corrente – Indicazione causa del recesso – apertura di credito in conto corrente – affidamenti – recesso – mancata indicazione della causa del recesso – revoca dell’affidamento – illegittimo – verifica anomalie bancarie – anatocismo bancario – usura – perizia econometrica – perizia giurimetrica – perizia su conti correnti – analisi conti correnti – perizia usura – perizia anatocismo
La Corte di Cassazione, 29 febbraio 2024, ordinanza n. 5415:
“La Corte d’appello ha ritenuto che il recesso per giusta causa dagli affidamenti possa essere intimato dalla banca anche senza indicazione alcuna della causa che lo sorregge.
Il che non è esatto, ad avviso del Collegio, perché la giusta causa è coessenziale alla fattispecie negoziale di cui trattasi, che proprio per la presenza di essa si differenzia dalla fattispecie del recesso ad nutum; onde non potrebbe dirsi perfezionata una manifestazione di volontà di recedere (non già ad nutum, bensì) “per giusta causa”, che non indichi tale causa.
Del resto, come esattamente osserva il Procuratore generale, la necessità di detta indicazione nell’atto di recesso si connette direttamente al rispetto dei principi di correttezza e buona fede e all’esigenza che la controparte, cui il recesso è rivolto, sia posta in condizione di difendersi e di contestarlo efficacemente in giudizio.
Per quanto esposto il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio al giudice indicato in dispositivo, il quale si atterrà al principio di diritto sopra enunciato e provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità”.



