Corte di Cassazione – contratti bancari – Conto corrente – Prova (non documentale) apertura di credito – apertura di credito – prova affidamento – mancanza contratto – utilizzo elementi estratti conto – assenza forma scritta – nullità – ricalcolo tasso legale – commissione di massimo scoperto – commissioni bancarie – anomalie bancarie – usura – perizia econometrica – perizia giurimetrica – analisi conto corrente – perizia su conto corrente
Corte di Cassazione, 29 febbraio 2024, ordinanza n. 5387:
“Invero, la corte di appello ha accertato l’esistenza di aperture di credito (sebbene premettendo che mancava il relativo contratto in forma scritta) esistenti in relazione al conto già intestato alla (…) attraverso le indicazioni ricavabili (anche quanto ai limiti dell’affidamento) dalla documentazione prodotta (estratti conto) ed esaminata dal consulente tecnico di ufficio.
Da ciò ha tratto la conclusione che, rivelandosi tutte le rimesse affluite su quel conto come meramente ripristinatorie della provvista, l’eccezione di prescrizione ivi ribadita dalla banca era insuscettibile di accoglimento.
Tale modus operandi della corte suddetta è assolutamente conforme al consolidatosi orientamento di legittimità secondo cui non può ritenersi insussistente una apertura di credito per il solo fatto che il correntista e/o il fideiussore non abbiano fornito la prova della stipulazione del contratto in forma scritta, così configurandosene la nullità per difetto del requisito di cui all’art. 117, comma primo, del d.lgs. n. 385 del 1993.
Infatti, la rilevazione di tale vizio, nel caso specifico, non corrispondeva all’interesse della correntista e dei fideiussori, unici che avrebbero potuto invocare detta nullità (…)”.
Argomento dell’articolo: Prova (non documentale) apertura di credito



