Tribunale di Pordenone – contratti bancari – Conto corrente – Onere della prova e anatocismo – saldo rettificato – fido di fatto – anatocismo – interessi ultralegali – spese non pattuite – anatocismo bancario – usura – perizia econometrica – perizia giurimetrica – perizia su conti correnti – analisi conti correnti – perizia usura – perizia anatocismo
Secondo il Tribunale di Pordenone, 03 maggio 2023, sentenza n. 306:
“(…) l’onere della prova, da parte del cliente, dell’esistenza di un rapporto di apertura di credito è, nel peculiare caso di specie, a forma libera, il signor (…) ha fornito la dimostrazione di un tanto, poiché il Ctu ha potuto utilmente ricavare dagli scalari dimessi in atti la presenza di elementi tipicamente sintomatici di un affidamento bancario.
(…) Secondariamente deve essere eliminata, oltre alla capitalizzazione degli interessi passivi maturata dall’origine del rapporto sino al 30 giugno 2000, anche quella successiva.
(…) Dunque, la previsione dell’anatocismo trimestrale, prima illegittimo e non dovuto, comporta un peggioramento delle condizioni economiche del cliente, con la necessità, allora, di una specifica approvazione dello stesso cliente.
Quanto all’onere probatorio, avendo il correntista contestato la legittimità dell’applicazione dell’anatocismo, la convenuta aveva l’onere (non assolto) di allegare e dimostrare l’esistenza di valida pattuizione contrattuale.
(…) Il Tribunale di Pordenone, definitivamente pronunciando nella causa civile di cui in epigrafe, così provvede: 1) in accoglimento della domanda, condanna la convenuta alla restituzione, in favore dell’attore, della somma di € 154.888,23 in linea capitale, con gli interessi legali dalla domanda giudiziale al saldo effettivo;”.
Sintesi dell’articolo: Onere della prova e anatocismo



