Buoni Fruttiferi Postali e normativa europea, prescrizione Buoni fruttiferi postali, foglio informativo, perizia su Buoni fruttiferi postali, calcolo dei buoni fruttiferi, trasparenza contrattuale, rimborso dei buoni fruttiferi postali
Il tema dei Buoni Fruttiferi Postali (BFP) si colloca, oggi, al centro di una questione di possibile rilievo eurounitario con riferimento alla corretta applicazione della Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali scorrette e, più in generale, al principio di effettività della tutela dei consumatori.
La vicenda trae origine da una segnalazione alla Commissione europea ai sensi dell’art. 258 TFUE, nella quale si prospetta una possibile violazione del diritto dell’Unione da parte della Repubblica italiana, alla luce dell’assetto normativo e giurisprudenziale che si è ultimamente consolidato in materia.
Il punto di partenza è rappresentato dalle modalità di collocamento dei Buoni Fruttiferi Postali da parte di Poste Italiane S.p.A., strumenti di raccolta del risparmio emessi per conto dello Stato e tradizionalmente destinati al pubblico dei piccoli risparmiatori.
In tale contesto, assume rilievo centrale la mancata consegna, al momento della sottoscrizione, del Foglio Informazioni Analitiche (F.I.A.), documento previsto dal decreto del Ministero delle Finanze del 19 dicembre 2000 e contenente tutte le informazioni essenziali relative alla durata del titolo, alle modalità di rimborso e, soprattutto, ai termini di prescrizione.
Proprio tale omissione ha impedito, in concreto, a una pluralità di risparmiatori, di poter acquisire piena consapevolezza del termine entro cui esercitare il diritto al rimborso del capitale investito e dei relativi interessi, con la conseguenza che molti di essi sono incorsi nella prescrizione del titolo, perdendo integralmente le somme spettanti.
La rilevanza della questione era stata formalmente riconosciuta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, con provvedimento n. 30346 del 18 ottobre 2022 (procedimento PS11287 – “Poste – Buoni Fruttiferi”), aveva accertato la sussistenza di pratiche commerciali scorrette nella gestione informativa dei BFP, irrogando a Poste Italiane una sanzione amministrativa di 1.400.000 euro.
L’Autorità aveva evidenziato come, da un lato, in fase di collocamento, siano state omesse o formulate in modo ambiguo e decettivo le informazioni relative alla scadenza e alla prescrizione dei titoli e alle conseguenze giuridiche derivanti dal loro decorso; dall’altro, come non siano state adottate misure idonee ad avvisare i titolari di buoni prossimi alla prescrizione, nonostante la società fosse pienamente consapevole del fenomeno, anche alla luce dell’elevato numero di reclami ricevuti.
Tale omissione informativa appare ancor più significativa se si considera la piena capacità organizzativa e comunicativa del professionista. Poste Italiane, infatti, dispone di strumenti capillari per raggiungere la propria clientela e ha storicamente investito ingenti risorse in campagne pubblicitarie volte alla promozione del proprio brand e dei propri prodotti finanziari, con una presenza diffusa su tutti i principali mezzi di comunicazione.
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Fonte: avvocatoandreani.it
SINTESI DELL’ARTICOLO: Buoni Fruttiferi Postali e normativa Europea
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