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Da oltre 32mila a 14mila euro: secondo una consulenza erano stati applicati interessi su interessi (anatocismo)
Pesaro, 2 giugno 2026 – Il giudice dimezza il conto che una finanziaria aveva stilato a una cliente: da oltre 32mila euro a 14.232, i soldi che erano stati chiesti a una donna pesarese che aveva un debito con una società di finanziamento.
E il caso finito davanti al Tribunale di Pesaro apre una questione che, secondo Sos Utenti Aps, può interessare una massa molto più ampia di rapporti: i circa 2,5 miliardi di euro di mutui, prestiti personali e credito al consumo accesi dalle famiglie nella sola provincia di Pesaro e Urbino.
L’associazione chiede controlli più chiari, partendo dalla sentenza che ha revocato un decreto ingiuntivo nei confronti di una consumatrice.
Come è nata la vicenda
La vicenda nasce da tre rapporti di finanziamento: un’apertura di credito del 2012, una seconda linea di credito del 2018 e un prestito personale, sempre del 2018.
La finanziaria, come cessionaria del credito, aveva chiesto alla cliente il pagamento di 32.447 euro, oltre a interessi e spese.
La donna si era opposta al decreto ingiuntivo contestando diversi aspetti dei contratti: dalla validità della documentazione alla trasparenza delle condizioni, fino ai tassi applicati e ai costi collegati al finanziamento.
Il Tribunale non ha accolto le contestazioni più radicali.
La sentenza
La sentenza chiarisce che i contratti erano validi, che la cliente aveva sottoscritto la documentazione e che non è stato accertato alcun superamento dei tassi soglia.
Dunque, niente usura, niente cancellazione dei rapporti, niente azzeramento del debito.
Ma la somma effettivamente dovuta è stata ricalcolata e dimezzata.
Opposizione a un decreto ingiuntivo
Il giudice ha ricordato che l’opposizione a un decreto ingiuntivo non serve solo a verificare se il provvedimento iniziale fosse formalmente corretto, ma impone di accertare l’esistenza e l’esatto ammontare del credito.
La consulenza tecnica d’ufficio ha rilevato una forte differenza tra la somma chiesta dalla finanziaria e il debito residuo effettivo della cliente. Alla fine, il credito riconosciuto dal Tribunale è sceso a 14.232 euro.
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Fonte: Il Resto del Carlino
https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/contratto-prestito-debito-dimezza-w8ubwe6c
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