Corte di Cassazione, contratti bancari, Mutui e finanziamenti, Indeterminatezza del tasso variabile, indeterminatezza clausola interessi, divisore parametro Euribor, mancanza, ricalcolo tasso bot
Corte di Cassazione, 25 luglio 2024, ordinanza n. 20801:
“Il motivo è infondato.
Questa Corte, infatti, ha già avuto modo di affermare che, in tema di contratto di mutuo, affinché una clausola di determinazione degli interessi corrispettivi sia validamente stipulata ai sensi dell’art. 1346 c.c., è necessario che il saggio d’interesse, a differenza di quanto è accaduto nel caso in esame, sia desumibile senza alcun margine di incertezza o di discrezionalità in capo all’istituto mutuante (Cass. n. 8028 del 2018; Cass. n. 25205 del 2014; Cass. n. 2072 del 2013).
Non a caso, del resto, i contratti di mutuo ” … di regola .. . prevedono un riferimento puntuale e circostanziato al tasso … , con l’indicazione, in particolare, dello “spazio temporale” di riferimento (6 mesi, 3 mesi, 1 mese, ecc.), del “divisore” utilizzato (360 giorni, quale anno commerciale, oppure 365 giorni, quale anno solare) … ” (Cass. n. 36026 del 2023, in motiv.).
(…) In materia di contratti bancari, in effetti, l’indeterminatezza della misura della pattuizione relativa agli interessi convenzionali dev’essere colmata, al pari del caso di mancata pattuizione degli stessi, facendo applicazione del criterio integrativo previsto dall’art. 117, comma 7, lett. a), del TUB (…), il quale sostituendo di diritto la clausola difforme apposita dalle parti (…) deve essere riconosciuto dal giudice anche d’ufficio, a prescindere dalla proposizione della domanda in tal senso della parte”.
Argomento: Indeterminatezza del tasso variabile



